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Mi chiamo Maurizio Piacenza, vivo e lavoro a Milano dove mi occupo di progetti per la comunicazione.

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Giugno 10, 2010 at 8:41am
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Open data: la Regione Piemonte apre le danze

I dati pubblici sono di tutti”: con questo incipit la Regione Piemonte apre il suo sito dedicato all’Open Data.
All’estero se ne parla da tempo, ma soprattutto esistono progetti ormai collaudati e grazie ai quali è possibile accedere agli open data attraverso apposite API, per cui online o attraverso diversi applicativi.
I dati del sito piemontese sono per ora scaricabili in formato csv/xml, spero però che in futuro venga implementato la possibilità di accedervi tramite API dedicate in modo da rendere possibile tutto un ventaglio di utilizzi che richiedono, appunto, un accesso diretto di questo genere per essere sfruttati al meglio.

L’accesso agli Open Data, direttamente online oppure - come in questo caso - scaricando i dati e riutilizzandoli, consente di creare così valore a partire da quello che il sito stesso definisce “un patrimonio informativo prezioso per la società e l’economia”. Che sia la volta buona per un po’ di sano Open Data anche in Italia? Solo il tempo potrà dire se anche qui da noi l’utilizzo di Open Data contribuirà - cito nuovamente dal sito - “ad attuare la trasparenza amministrativa e la democrazia elettronica”. Dipenderà dalla mole di dati resa disponibile, dalla qualità e dalla varietà degli stessi, ma anche e soprattutto dalle modalità di utilizzo - commerciale e non - che si sapranno implementare.

A quando l’arrivo di Open Data anche per realtà come Milano, per esempio? Non una città a caso, ma la città in cui risiedo. Non una città a caso, ma una città che per ambizioni e posizione dovrebbe farsi parte in causa di una certa tipologia di progetti. Non una città a caso, ma la città desitnata ad ospitare Expo 2015. I dati - quelli - penso non mancherebbero, forse manca solo un po’ di buona volontà. Non mancherebbero nemmeno i possibili utilizzi, commerciali e non. Io stesso avevo in mente un progetto che si è arenato di fronte alla mancanza assoluta di accesso a questa tipologia di informazioni; e non penso certamente di essere l’unico ad avere in mente possibili utilizzi di dati open.

Per ora mi consolo, con un po’ di sano campanilismo, per l’iniziativa della mia regione natale, sperando che possa essere l’inizio di un processo di democratizzazione informativa che, ribadisco, al di là della trasparenza che porta con sé consentirebbe inoltre di generare valore.

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  1. postato da ilpiac