ilpiac

Mi chiamo Maurizio Piacenza, vivo e lavoro a Milano dove mi occupo di progetti per la comunicazione.

Ecco alcune tracce della mia presenza online:
ilpiac | Design per la comunicazione
4U Progetti per la comunicazione
f-o-r-m-e: buone idee per comunicare
@ilpiac
LinkedIn
Friendfeed
Vimeo
YouTube
Posterous

Novembre 11, 2010 at 10:53am
Home

Editoria digitale: avanti tutta!

Dopo una full immersion di di una giornata completa - ieri - vissuta alla conferenza Adobe sul digital publishing (interventi dalle 10 alle 18, a ruota, un po’ da stakanovisti ma decisamente interessante) aspetto con ansia l’offerta che Adobe presenterà in futuro - si spera non troppo in là nel tempo - per i piccoli e medi editori.

Parlo della piattaforma Adobe per il digital publishing, cioè la Adobe Digital Publishing Suite accessibile per ora sugli Adobe Labs. Il costo risulta abbastanza alto per un piccolo editore (un fee mensile più un fee per ogni copia venduta), soprattutto se voglia cominciare a sperimentare nel settore del digital publishing senza avere decine di titoli da distribuire. Adobe però ha promesso un’offerta ad hoc per i piccoli, attendiamo.

Anche perché come al solito, almeno qui in Italia, un vero movimento di massa lo vedo possibile quando saranno in grado di muoversi gli editori medio/piccoli. I colossi faticano a recepire mutamenti tecnologici, ancora di più se potrebbero risultare epocali. Sono dei mastodonti che approcciano le novità con eccessiva calma: passi per le maggiori difficoltà dovute a strutture non certo composte da 10 persone, ma certe politiche dei prezzi proprio non le capisco e non aiutano di certo il mercato.

Un libro digitale deve costare significativamente meno rispetto all’omologo cartaceo. Punto. Non conta il fatto che abbassando i prezzi si rischi di cannibalizzare il mercato cartaceo: non è una scusa sufficiente. Prima o poi i due mercati vivranno entrambi con pieno diritto e una politica di coesistenza andrà trovata. Dubito che sarà quella che vede gli ebook costare solo un 10/20% in meno rispetto al cartaceo…

Viene detto che sul digitale c’è ‘IVA che pesa e che i canali distributivi trattengono in media il 30% di commissione. Posso dire “E chi se ne frega”? Anche questa non è una scusa sufficiente. Se un libro digitale costasse veramente poco, e dico poco quindi non 18 € a fronte dei 25 del cartaceo, ovviamente venderebbe di più. Molto di più. Ora, che ci sia il 20% in più di IVA e il 30% sia da versare a mo’ di obolo/commissione al canale distributivo, risulterebbe ancora così tanto drammatico quando un titolo venda 50.000 copie invece che le attuali poche centinaia? Non direi.

In ogni caso a me hanno sempre insegnato che gli elementi calcolati in percentuale incidono, appunto, in percentuale. Lapalissiano. Il 20% di 10 € è 2 € per cui 12 € sarà il prezzo ivato volendo ricavare 10 €. Sapendo però che il 30% sarà trattenuto dal canale distributivo, allora dovrò prezzare il mio prodotto circa 14 € (arrotondo per difetto).
14 € con IVA diventano 16,80 € e io “guadagnerò” i mie bei 10 € circa.

L’influenza in percentuale di IVA e costo di distribuzione fa sì che se io - a copia - mi accontentassi di “guadagnare” 3 € avrei il seguente costo: 3 € = 70% del prezzo totale che diventa quindi poco più di 4 €. Arrotondiamo a 4 € per difetto, come prima. 4 € + 20% di IVA = 4,80 €. 12 € di meno rispetto alla precedente ipotesi. Al di là di altre considerazioni è quindi del tutto evidente che non abbiamo mai costi fissi - come qualcuno sembrerebbe volerci fare credere - che ci impongono di non andare mai sotto un determinato prezzo. Intendo costi fissi inerenti la composizione del prezzo. I costi fissi esistono, di struttura produzione e quant’altro ed è ben per questo che il prezzo ovviamente lo stabilirò facendo le solite analisi e valutazioni: non dico che 4,80 € sia il prezzo giusto di qualsiasi ebook, il prezzo deve essere tale da assicurare la sostenibilità economica del progetto. Io dico semplicemente che i prezzi attuali sono eccessivamente alti. Punto.

Non ci vuole molto a capire che i potenziali acquirenti di un libro digitale da 16,80 € sono molti meno rispetto a quelli che potrebbero acquistare un libro da 4,80 €. Il calcolo non si fa sui guadagni del singolo pezzo, ma sui guadagni della singola vendita moltiplicati per il venduto. Forse vendere 200 copie a 16,80 € rende di più che venderne 2000 a 4,80 €? Non mi risulta. Ci sono prezzi che fanno sì che l’acquisto sia se non d’impulso quanto meno “poco meditato” e prezzi sui quali invece rifletto più o meno a lungo prima di acquistare il bene. Non dico che si debba arrivare al famoso prezzo per l’acquisto d’impulso che è rappresentato da 0,99 € - chi pensa seriamente che stia correndo il rischio di buttare via 1 € facendo un acquisto del genere? Penso quasi nessuno - perché non sarebbe un prezzo sempre sostenibile né equo anche per pubblicazioni non cartacee. Dico semplicemente che c’è un grande margine di manovra tra i prezzi attuali - che c’è chi si ostina a pensare siano sostenibili - e il classico 0,99 €. C’è tutto un mondo tra questi due estremi che non aspetta altro che di essere scoperto ;-)

Attendiamo fiduciosi l’ingresso dei piccoli editori e di un po’ di sana innovazione per fare decollare un mercato che sembra decisamente promettente.

Note

  1. postato da ilpiac