Un po’ di sana follia da Adobe Digital Publishing…
Finalmente è disponibile la beat pubblica per la tanto attesa suite Adobe Digital Publishing. Leggo il comunicato e guardo online le pagine dedicate e cosa scopro? una politica dei prezzi non propriamente per tutti.
Qualcuno mi dirà: ma stampare costerebbe ben di più! Certo, chi ha mai detto il contrario. Solo che l’editoria digitale nasce avendo (anche) come obiettivo l’evitare i costi di stampa e distribuzione. Se li sostituiamo con altri costi fissi non proriamente modici, come la mettiamo? L’editoria digitale consente e consentirà di veicolare ben altri contenuti rispetto alla carta stampata, è ovvio, ma la politica dei prezzi è e sarà parte fondamentale soprattutto agli esordi, dove un prezzo eccessivo potrebbe spostare troppo in alto l’asticella per chi voglia provare l’ingresso sul mercato.
Questo sia per gli editori - quindi con riferimento ai costi di produzione - sia per il cliente finale - visto che un costo alto di produzione inevitabilmente si convertirà in un costo non basso di vendita, non si lavora certo per fare beneficienza ;-)
Quasi 700 dollari può non sembrare molto per gli editori medio-grandi e grandi, ma può essere troppo per realtà medio-piccole e di sicuro lo è per le realtà piccole. Perché poi al costo mensile fisso c’è da aggiungere un costo per ogni numero. E qui mi sorge un dubbio? Trattandosi di una cifra bassa - 30 centesimi di dollaro - devo intenderla come riferita ad ogni numero di una ipotetica pubblicaizone o è un costo/copia per cui 30 centesimi per ogni copia venduta?
Ecco, mi piacerebbe che alcuni aspetti di questa nuova offerta venissero chiariti al più presto da Adobe: come giustamente si faceva notare nei commenti su facebook il prezzo è decisamente alto per moltissime realtà.
Siccome la piattaforma - perché di questo si tratta - offre molti servizi tra i quali la distribuzione, l’e-commerce etc., la politica dei prezzi può benissimo non fare una piega, ma l’aspettointeressante sarà capire se - per chi non sia interessato a sfruttare tutta la piattaforma e i suoi servizi - ci sarà modo di pubblicare e distribuire i contenuti liberamente e in piena autonomia.
Con la suite CS5 sarà possibile creare i contenuti, è vero, ma se l’unico canale di ditribuzione resterà la piattaforma Adobe Digital Publishing allora avremo l’ennesimo canale chiuso, alla Apple per intenderci. Dopo il negozio di app per iPhone, per iPad e in futuro anche per OSX, ecco il negozio Adobe per l’editoria digitale.
Ribadisco, capisco le logiche di prezzo perché i servizi vanno remunerati, ma se la distribuzione sarà blindata non penso che si farà un gran servizio al settore.
Questa ovviamente è solo la mia opinione, aspetto comunque i prossimi giorni per vedere se ci saranno ulteriori dettagli ed in ogni caso il 10 novembre prossimo per la conferenza Adobe sull’e-publishing che si terrà qui a Milano.